La piaga del tartufo fuori stagione: il “fiorone di bianco” a luglio

Cari lettori, come saprete Moscato Tartufi, giovane realtà imprenditoriale, specializzata nella selezione e spedizione dei migliori tartufi italiani è una delle poche aziende italiane che si distingue per la certificazione in fattura della zona di raccolta, nel rispetto della normativa vigente in termini di tracciabilità, concorrenza leale, rispetto della natura e della stagionalità dei prodotti offerti.

Questa volta abbiamo sentito il bisogno di scendere in campo in quanto quello che sta succedendo in queste settimane lascia senza fiato quanto meno gli addetti ai lavori.

Ci teniamo a precisare che ci facciamo portavoce di cavatori di tartufo indignati, piccoli commercianti arrabbiati, grandi aziende deluse e, soprattutto, utenti truffati.

Oggi non si parlerà dell’importazione di tartufo bulgaro o iraniano spacciato per italiano, né di Tuber Magnatum Pico “tagliato con Tartufo Bianchetto, né di Tuber Melanosporum tagliato con tartufo Cinese: queste restano delle piaghe sociali a cui, purtroppo, si potrà porre freno solo acquistando da aziende serie, che non hanno nulla da nascondere e, per questo, vi certificano la zona di raccolta del tartufo che state per consumare.

Oggi si parlerà dell’illegalità, della beffa, della provocazione, dei reati di istigazione a delinquere, frode alimentare, frode in commercio che, in queste settimane sta prendendo piede soprattutto sui social network.

Il tema di oggi, quindi, è la vendita di tartufo al di fuori del periodo di raccolta

La totale assenza di controlli e la mancanza di corretta informazione sul tartufo permette a pseudo-imprenditori del settore di farla franca, nonché il lusso di sbeffeggiare la concorrenza pubblicando foto in cui vengono ritratti fioroni di tartufo bianco fuori stagione, almeno due mesi prima dell’inizio della raccolta ufficiale, per la quale ogni regione stila il calendario di inizio e fine campagna.

Sappiamo per certo che questo nostro articolo non sensibilizzerà più di tanto il vostro punto di vista, ma il nostro è dovere di informazione, etica imprenditoriale, policy aziendale. Esatto, la nostra policy è quella di lavorare seriamente nel rispetto delle regole e della normativa.

Non intendiamo, quindi, sollevare polveroni o polemiche: vogliamo solo informare l’utenza onesta del mondo del tartufo e, per quanto ci è possibile nel nostro piccolo, metterla in guardia.

Detto ciò, per dovere di informazione riporteremo di seguito alcune informazioni circa la normativa sul commercio del tartufo fresco.

La legge di riferimento è la l. n. 311/04, modificata dalla l. n. 122/2016 con decorrenza 1 gennaio 2017, prevede, alla voce “sanzioni” quanto segue:

Chiunque procede alla vendita di tartufi freschi fuori del periodo di raccolta o appartenenti a specie non ammesse o senza rispettare le norme: multa da 2.582 a 10.340 €

E’ proprio il caso del tartufo bianco raccolto e venduto nel periodo estivo. Al di là del fatto che si chiamino “fioroni”, termine col quale si intende, in parole povere, l’ “embrione di quello che sarà il tartufo reale, destinato a sfaldarsi sottoterra per permettere la simbiosi”, precisiamo che qui si sta parlando di COMMERCIO: per questo motivo la zona di RACCOLTA non c’entra!

Pertanto, non fatevi abbindolare da chi sostiene che “la raccolta è chiusa nelle aree demaniali, ma in quelle private si può fare ciò che si vuole”.

Anche se il fiorone di bianco viene raccolto nella proprietà privata, ne è comunque VIETATA la VENDITA. L’unica cosa da fare è segnalare questi fenomeni ai Carabinieri Forestali.

Ovviamente la multa si estende anche a chi va a cercarli: è obbligo del cavatore, infatti, qualora si imbattesse in un tartufo spontaneo di una specie che da calendario non si può raccogliere, lasciare il fiorone sotto terra.

Ricordatevi, infatti, che non esiste merce illegale senza fornitore disonesto. Se il cavatore si rifiutasse di mettersi alla ricerca di fiorone di bianco anziché di scorzone, in questo periodo non ci sarebbe di che preoccuparsi.

Chiunque commercializza come tartufo specie di tartufo diverse da quelle ammesse: multa da 2.000 a 20.000 €

Il fiorone di tartufo non è una specie ammessa da destinare al consumo.

Cogliamo l’occasione per allegare al presente articolo il calendario di raccolta del tartufo legalmente riconosciuto in base alle specie commestibili e alle sue varietà, in modo da permettervi di essere bene informati sul reale andamento della stagione tartufigena italiana e, soprattutto, dal farvi desistere dall’acquistare tartufo fuori stagione:

Specie-varietàNome ComunePeriodo di raccolta
Tuber Magnatum PicoTartufo Bianco Pregiato, d’Alba o di Acqualagna1 ottobre – 31 dicembre salvo proroghe
Tuber Melanosporum Vitt.Tartufo Nero Pregiato, di Norcia o di Spoleto15 novembre – 15 marzo
Tuber Aestivum Vitt.Tartufo nero estivo o scorzone estivo1 maggio – 30 settembre salvo proroghe
Tuber Aestivum Vitt. var. Uncinatum ChatinTartufo nero uncinato o scorzone invernale1 ottobre – 31 dicembre
Tuber Borchii Vitt. o Tuber Albidum PicoTartufo bianchetto o marzuolo15 gennaio – 30 aprile salvo deroghe
Tuber Brumale Vitt.Tartufo nero invernale o Brumale15 novembre – 15 marzo
Tuber Brumale var. Moschatum De FerryTartufo nero Moscato1 settembre – 31 dicembre salvo proroghe

Come vedete, cari lettori, la normativa parla chiaro e il nostro consiglio è sempre lo stesso: non acquistate tartufi fuori stagione, soprattutto da chi vi propone un prodotto apparentemente valido e a buon prezzo.

In quel caso, non avrete aiutato un cavatore a pagare la bolletta o l’affitto, né un giovane imprenditore ad investire nel futuro, ad esempio, della tartuficultura.

Avrete soltanto alimentato una richiesta di mercato sporca, illegale e truffaldina, con gli pseudo-imprenditori che altro non fanno che alterare e alimentare un mercato malato.

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