Fiera internazionale del tartufo bianco: perchè proprio Alba?

Dal 6 Ottobre al 25 novembre la cittadina di Alba, come tutti gli altri anni, sarà al centro dell’attenzione dell’intero panorama mondiale del Tartufo, attraverso la fiera internazionale del tartufo bianco pregiato, giunta ormai all’ottantottesima edizione.

Molti di voi si chiederanno il motivo per cui proprio Alba, ridente cittadina di circa 30.000 abitanti in provincia di Cuneo, precisamente nelle Langhe Piemontesi, possa essere un fulcro così importante per il mercato internazionale del Tuber Magnatum Pico.

Il merito è di Giacomo Morra, ristoratore albese che, ai primi anni del ‘900, vide nel prezioso tuber un bene fortemente adatto alla commercializzazione.

E’ bene ricordare, a tal proposito, che la zona delle Langhe e di tutto il Piemonte in generale, è sempre stata l’anima di un commercio agroalimentare e vinicolo in continua espansione, grazie alla spiccata etica imprenditoriale dei cittadini che, nel corso degli anni, hanno permesso anche ad imprenditori fuori regione di investire in strutture e fabbriche proprio in quella zona: degno di nota, a tal proposito, è lo stabilimento Ferrero, proprio ad Alba, dove avviene la produzione e confezionamento di alcune linee prodotto che prevedono la nocciola piemontese come materia prima d’eccellenza.

Anche se il tartufo bianco era già conosciuto e apprezzato in gran parte d’Europa, grazie allo spirito imprenditoriale di commercianti umbri che già all’epoca si affacciavano oltralpe attraverso quello che oggi si chiama regime di “tentata vendita”, Giacomo Morra, già nel 1928, riuscì ad inaugurare la prima “mostra del tartufo bianco”, considerata all’epoca una semplice festa cittadina, immediatamente successiva alla festa della vendemmia, molto sentita dai cittadini albesi e cuneesi.

Nel corso degli anni (primi anni ’30), la mostra prevedeva addirittura un premio (in natura o in denaro) al trifulau (cercatore di tartufi) che avesse raccolto l’esemplare più grande e bello.

A partire dalla fine degli anni 40, la fama di quella che era una semplice festa di paese inizia a farsi sentire anche fuori regione, permettendo alle Langhe di cominciare ad essere, pian piano, meta dei primi turisti del centro Nord Italia, incuriositi (e ingolositi) dalla presenza di così tanto tartufo bianco.

Siamo nel secondo dopoguerra quando Alba inizia ad essere meta indiscussa di vacanze autunnali anche
per i turisti oltre confine: eccellenti imprenditori del tartufo non potevano fare a meno di visitare la bella cittadina delle Langhe, tanto piccola quanto ricca di prodotti d’eccellenza che, tutt’ora, tutto il mondo le invidia.

La Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, oggi, è un evento imperdibile: 8 week-end, dal 6 ottobre al 25 novembre, all’insegna del luxury food, delle migliori etichette delle cantine più importanti ma soprattutto dell’Oro Bianco delle Langhe, il Re dei tartufi, Il Tuber Magnatum Pico: i migliori esemplari vengono battuti all’asta, è raro che si senta parlare in italiano, è un continuo dialogare in inglese con i migliori chef di fama mondiale, i migliori ristoratori, i migliori imprenditori del settore Ho.Re.Ca.

Per non parlare delle iniziative e dei numerosi convegni organizzati nelle varie aree dei padiglioni: gare e corsi di cucina, incentrati alla valorizzazione dei piatti a base di tartufo, sono all’ordine del giorno.

Insomma, cari lettori, un’occasione imperdibile per i veri amanti del tartufo bianco, evento mondiale nato dalla passione di un ristoratore lungimirante, che ha fatto di Alba la capitale del Tartufo.

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